'E castagnelle sono le nacchere, quelle di legno che si tengono in mano e che fanno il ritmo nella tammurriata. Il trentasei è il suono, la cadenza, l'allegria che si fa insieme agli altri: non la festa in sé — quella è il venti — ma il ritmo che la tiene in piedi. In una città dove si canta per strada, un numero così non poteva mancare. Nei racconti il trentasei compare quando qualcosa va a tempo. Una giornata in cui tutto è andato liscio, una collaborazione in cui vi capivate al volo, un periodo in cui hai ritrovato il tuo passo. E, all'inverso, quando il ritmo si è rotto: la cosa che va a scatti, la conversazione che non ingrana. Le immagini che portano qui hanno il rumore del quartiere. Le nacchere. Il civettare. La notizia, che gira in un attimo, con le voci che si accavallano e ognuno che ci mette del suo. E il viaggio, che ha anche lui il suo passo e la sua cadenza. Se il trentasei è uscito dal tuo racconto, c'era del ritmo dentro. La Smorfia non promette niente e non prescrive niente: fa notare che nella storia che hai raccontato qualcosa suonava — e che te ne sei accorto, perché altrimenti non saresti qui a raccontarla.
Smorfia
nacchere
'E ccastagnelle: le nacchere. Ritmo, festa, e le mani che non stanno ferme.
Concetti Astratti
viaggio
Andare per tornare diversi: la distanza che insegna, e la nostalgia che accompagna.
2 persone
per un totale di 47 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Festa, musica e allegria
Il rumore buono: quello che si fa insieme e che tiene su una città.
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