Pulecenella. Il settantacinque è la maschera di Napoli, e non è la figura allegra che si vende ai turisti: Pulcinella ha fame, prende schiaffi, dice le verità che gli altri tacciono e sopravvive a tutto. Nasce nel teatro di strada come servo affamato, e in quattro secoli è diventato l'idea che un popolo intero si è fatto di se stesso — furbo per necessità, mai cattivo, capace di ridere il giorno dopo una disgrazia. La sua maschera nera copre mezza faccia e lascia scoperta la bocca: nasconde e insieme mostra, che è esattamente quello che fa chiunque debba cavarsela. Il vestito bianco troppo largo è quello di uno che non possiede niente e non ha nulla da perdere. Nei racconti il settantacinque arriva quando c'è di mezzo la doppiezza, ma di quelle simpatiche: fare buon viso a una situazione storta, recitare una parte per non peggiorare le cose, dire una verità seria sotto forma di battuta perché detta seria non l'ascolterebbe nessuno. È anche il numero di chi non si arrende: Pulcinella le prende e resta in piedi, ed è per questo che a Napoli lo si ama davvero. Le immagini che portano qui gli somigliano: la mascella, che la maschera lascia scoperta, e la minaccia, che lui incassa ogni giorno e a cui risponde con una battuta. Se il settantacinque è uscito dal tuo racconto, c'era una maschera. Non è un'accusa — le maschere servono, e chi non ne ha mai portata una ha avuto una vita facile. La domanda, semmai, è se sotto ci stai ancora bene.
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Festa, musica e allegria
Il rumore buono: quello che si fa insieme e che tiene su una città.
Ruoli e apparenza
Le divise e i cappelli: quello che si mostra prima di aprire bocca.
Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.