Santa Teresa d'Avila
vergine del Carmelo di Avila e dottore della Chiesa
La sua storia
Teresa Sánchez de Cepeda nacque ad Ávila il 28 marzo 1515, nipote di un ebreo convertito che l'Inquisizione aveva umiliato pubblicamente — un dettaglio che la famiglia nascose per secoli e che spiega molte cose della sua vita. A vent'anni entrò al Carmelo dell'Incarnazione scappando di casa. Passò quasi vent'anni in un monastero che era più un salotto che un convento — con visite, parlatori affollati, monache che entravano e uscivano — e in una tiepidezza che poi descrisse senza pietà per sé stessa. La «conversione» arrivò a trentanove anni. Da lì cominciò l'altra Teresa: quella che fondò diciassette monasteri girando la Spagna su un carro, litigando con vescovi, nunzi e superiori, e rischiando più volte l'Inquisizione. Voleva carmeli piccoli, poveri e di clausura vera: gli Scalzi. Con Giovanni della Croce fece lo stesso per i frati. E scrisse. Il *Castello interiore*, il *Cammino di perfezione*, la *Vita* e un epistolario immenso, in un castigliano vivo e spiritoso, pieno di ironia — anche verso sé stessa e verso Dio, a cui in un momento difficile avrebbe detto che, se tratta così i suoi amici, non c'è da stupirsi se ne ha pochi. Morì ad Alba de Tormes nella notte fra il 4 e il 15 ottobre 1582 — le due date sono vere: quella notte entrò in vigore il calendario gregoriano e si saltarono dieci giorni. Fu la prima donna dottore della Chiesa. Chi si chiama Teresa oggi festeggia.
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