San Paolo della Croce
sacerdote, fondatore dei passionisti
La sua storia
Paolo Francesco Danei nacque a Ovada, nel Monferrato, il 3 gennaio 1694, da una famiglia di commercianti non ricchi. Ricevette la prima educazione da un prete che teneva scuola a Cremolino. A venticinque anni, dopo essersi arruolato per pochi mesi nell'esercito veneziano e averne capito l'inutilità, ebbe l'intuizione che gli occupò la vita. Il vescovo di Alessandria gli permise di ritirarsi per quaranta giorni in una stanza accanto alla sacrestia di Castellazzo Bormida, e in quei quaranta giorni scrisse la regola della congregazione che voleva fondare. I Passionisti nacquero da lì: religiosi dediti a tenere viva la memoria della Passione di Cristo, con un quarto voto che li impegna a questo. Portano sul petto un segno nero con un cuore e una croce. Ci vollero decenni perché la cosa venisse approvata. Paolo passò la vita a fare missioni popolari nella Maremma e nel Lazio — zone allora povere, malariche e abbandonate — e a fondare ritiri in posti scomodi. Predicava a gente che non aveva mai sentito una spiegazione della fede. Fondò anche le monache Passioniste, di clausura. Morì a Roma il 18 ottobre 1775, a ottantun anni. Pio IX lo proclamò santo nel 1867. Chi si chiama Paolo oggi festeggia — anche se molti aspettano il ventinove giugno.
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