San Dionigi e compagni
primo vescovo di Parigi, e compagni, martiri
La sua storia
Dionigi fu il primo vescovo di Lutezia, cioè di Parigi, e morì martire fra il 250 e il 285, in una data che non si conosce. Fu sepolto fuori città, e sul luogo della tomba sorsero prima una basilica e poi l'abbazia che porta il suo nome. Quello appena detto è tutto ciò che si sa di lui prima del nono secolo. Con lui morirono, dice la tradizione, il prete Eleuterio e il diacono Rustico. Poi c'è la leggenda, che è una delle più famose d'Europa. Racconta che fu decapitato sulla collina che da allora si chiama Montmartre — «monte del martirio» — e che il corpo si rialzò, raccolse la propria testa e camminò per sei chilometri fino al luogo dove volle essere sepolto. La strada che avrebbe percorso si chiamò via di San Dionigi. Su quella tomba sorse la basilica di Saint-Denis, che è due cose enormi insieme: il primo edificio gotico della storia — l'abate Sugero la fece ricostruire intorno al 1140 e inventò lì quello che sarebbe diventato lo stile di tutte le cattedrali d'Europa — e la necropoli dei re di Francia, dove sono sepolti quasi tutti, da Dagoberto a Luigi XVI. È patrono di Parigi ed è fra i quattordici santi ausiliatori, invocato contro il mal di testa. Chi si chiama Dionigi oggi festeggia.
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