San Galdino
vescovo di Milano
La sua storia
Galdino della Sala nacque a Milano verso la fine dell'undicesimo secolo — le cronache dicono il 1096, ma la data resta discussa — da una famiglia della bassa nobiltà cittadina. Gli toccarono gli anni più duri della storia di Milano. Nel 1159, morto papa Adriano IV, ci furono due elezioni: Alessandro III da una parte, l'antipapa Vittore IV sostenuto da Federico Barbarossa dall'altra. La Chiesa milanese stava con Alessandro, e Galdino, che era arcidiacono della cattedrale, lo disse pubblicamente. Il Barbarossa assediò Milano e lo tenne prigioniero per mesi. Nel 1162 Milano fu rasa al suolo: mura abbattute, case distrutte, abitanti dispersi nei borghi vicini. Galdino andò in esilio con il papa. Nel 1166 fu fatto cardinale, e l'anno dopo arcivescovo di Milano — di una città che in quel momento non esisteva più. Tornò a ricostruirla. Fu fra gli artefici della rinascita di Milano e della Lega Lombarda, che nel 1176 avrebbe battuto il Barbarossa a Legnano. E fece la cosa per cui i milanesi se lo sono tenuto caro: si occupò dei poveri e di chi era finito in carcere per debiti non pagati, che in una città ridotta così erano moltissimi. Morì il 18 aprile 1176, e morì mentre predicava: crollò sul pulpito alla fine dell'omelia, davanti alla sua gente. Era l'anno di Legnano. Chi si chiama Galdino oggi festeggia.
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