San Tommaso
apostolo
La sua storia
Tommaso è l'apostolo a cui è toccata la fama peggiore, e a leggere bene i testi è ingiusta. Il soprannome che gli è rimasto viene da un episodio che racconta solo Giovanni: non era con gli altri quando Gesù risorto apparve, e quando glielo dissero rispose che se non avesse messo il dito nelle ferite non ci avrebbe creduto. Otto giorni dopo Gesù torna, gli offre di farlo, e Tommaso non tocca niente: dice soltanto «Mio Signore e mio Dio», che è la professione di fede più alta di tutto il Vangelo. Ma nello stesso Vangelo c'è un altro passaggio, e non lo cita mai nessuno. Quando Gesù decide di tornare in Giudea, dove poco prima avevano provato a lapidarlo, sono gli altri a tirarsi indietro. È Tommaso a dire: «Andiamo anche noi a morire con lui». Il dubbioso era anche quello disposto ad andare. Era detto Dìdimo, che vuol dire gemello. La tradizione lo manda a predicare fuori dall'impero romano, in Persia e in India, dove fondò la prima comunità cristiana. I cristiani del Kerala si chiamano ancora oggi cristiani di San Tommaso e fanno risalire a lui la loro Chiesa. Le sue reliquie sono a Ortona, in Abruzzo, portate da Chios nel 1258. Chi si chiama Tommaso oggi festeggia.
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