Santi Martiri Coreani
La sua storia
Oggi si ricordano i martiri della Corea, e la loro è una storia che non somiglia a nessun'altra. La Chiesa cattolica coreana non fu fondata da missionari: la fondarono dei laici. Nel Settecento alcuni studiosi coreani, leggendo i libri portati dalla Cina, si convinsero di quello che leggevano e cominciarono a praticarlo da soli. Uno di loro andò a Pechino a farsi battezzare, tornò, e battezzò gli altri. Per anni quella comunità andò avanti senza un solo prete. Le persecuzioni cominciarono alla fine del secolo. Dopo l'editto del re Sunjo del 1802 e le stragi che ne seguirono, i cristiani rimasti senza guide scrissero al papa per chiedere dei sacerdoti; i primi missionari arrivarono solo nel 1837, entrando di nascosto. Fra i martiri ci sono Andrea Kim Taegon, primo prete coreano — che studiò a Macao e rientrò clandestinamente, e fu ucciso a venticinque anni — e Paolo Chong Hasang, catechista, che per trent'anni tenne insieme la comunità. Giovanni Paolo II ne canonizzò centotré a Seul il 6 maggio 1984: fu la prima canonizzazione celebrata fuori Roma da secoli. Francesco ne ha beatificati altri centoventiquattro nel 2014. In tutto, si calcola che i cristiani uccisi in quelle persecuzioni siano stati oltre diecimila. Quasi tutti erano laici, e moltissime erano donne.
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