'O monaco. Il trentasette è il monaco, e a Napoli dietro questa figura ce n'è un'altra che tutti conoscono: 'o munaciello, lo spiritello che entra nelle case, sposta gli oggetti, fa dispetti e qualche volta lascia soldi sul comò. Fra il religioso e il folletto la tradizione non ha mai scelto davvero — ed è proprio quell'ambiguità a rendere il numero interessante. Nei racconti il trentasette compare quando c'è qualcosa che non si spiega. Un oggetto che non trovi dove l'avevi lasciato, un rumore in casa di notte, una sensazione di presenza. Ma anche il suo lato serio: il bisogno di silenzio, il desiderio di ritirarsi un po' dal mondo, una domanda che non è pratica e che continua a tornare. Le immagini che portano qui sono leggere come lui. Il monaco. La fuga, che è andarsene senza fare rumore. E la favola, che cambia forma ogni volta che la racconti. Nella Smorfia le cose spirituali non sono mai solenni: sono fatte della stessa materia del vento. Se il trentasette è uscito dal tuo racconto, dentro c'era qualcosa di inspiegato. Non ti diciamo che cos'era — sarebbe il contrario del nostro mestiere. Diciamo che la tua storia aveva una zona d'ombra, e che le zone d'ombra, a Napoli, si nominano con rispetto e senza spaventarsi.
Smorfia
monaco
'O monaco: chi si ritira dal mondo. Silenzio, disciplina, e un segreto ben tenuto.
Natura
temporale
La collera del cielo che passa: rompe, spaventa, e lascia l'aria pulita.
1 persona
per un totale di 2 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Il sacro e il mistero
Quello che a Napoli sta fra la chiesa e la strada, e non si spiega fino in fondo.
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