'O palazzo. Il settanta è il palazzo reale: il potere che sta in alto, l'istituzione, il luogo dove si decide per tutti gli altri. A Napoli il palazzo è stato per secoli una cosa fisica e vicinissima — ci si passava davanti tutti i giorni — e questo ha tolto al numero ogni solennità: il potere, qui, è un edificio in mezzo alla città. Nei racconti il settanta arriva quando c'è di mezzo un'autorità o un'ambizione. Un ufficio da cui dipende una tua pratica, una carriera a cui punti, una gerarchia in cui ti stai muovendo. È il numero di chi guarda verso l'alto — per arrivarci o per doverci fare i conti. L'immagine che porta qui è un piccolo capolavoro di ironia popolare: la sedia. Accanto al palazzo reale la Smorfia ha messo l'oggetto più comune che ci sia, quello su cui si siede chiunque e che nel palazzo diventa il posto di chi comanda. Chi ha inventato questo elenco sapeva bene chi sta seduto dentro il palazzo e chi lo tiene in piedi. Se il settanta è uscito dal tuo racconto, c'era una questione di potere. La domanda che la Smorfia lascia, con quel suo sorriso storto, è da che parte della scala stavi: sul gradino alto, o sotto il peso?
Oggetti Quotidiani
sedia
Il posto che si occupa: riposo, attesa, e a volte l'autorità di chi ci si siede sopra.
Denaro, potere e lavoro
Chi decide, chi paga, chi alza la saracinesca la mattina.
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