'A puteca, la bottega. L'ottantasei è il lavoro quotidiano: la saracinesca che si alza la mattina, il banco, i clienti che si conoscono per nome. Nella Smorfia non è l'impresa né il commercio in grande — è il mestiere fatto in un posto piccolo, con le mani, tutti i giorni allo stesso orario. Nei racconti l'ottantasei arriva quando c'è di mezzo il fare. Un lavoro che ti dà identità, una competenza costruita nel tempo, la soddisfazione di una giornata in cui hai prodotto qualcosa di concreto. E arriva anche quando quel lavoro stanca, perché la bottega non chiude mai davvero: si porta a casa. Le immagini che portano qui sono quelle del mestiere: gli sgabelli e le pezze di stoffa. E poi l'essere valente, cioè saper lavorare bene anche senza diventare ricco: una qualità preziosa, ma di uso quotidiano. La Smorfia distingue le fortune dalle competenze, e qui sta dalla parte delle seconde. Se l'ottantasei è comparso nel tuo racconto, dentro c'era il tuo mestiere, qualunque sia. Non ti diciamo se cambiarlo: facciamo notare che nella tua storia c'era qualcuno che sa fare una cosa, e quella è sempre una ricchezza.
1 persona
per un totale di 15 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Denaro, potere e lavoro
Chi decide, chi paga, chi alza la saracinesca la mattina.
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