Santo Stefano Harding
abate
La sua storia
Stefano nacque nel 1059 a Merriot, vicino a Sherborne, nel Dorset, da una famiglia nobile sassone. Da ragazzo entrò nell'abbazia benedettina di Sherborne e prese i voti. Poi arrivarono i Normanni, l'Inghilterra cambiò padrone, e lui lasciò la vita monastica e se ne andò in Scozia. Più tardi andò a Parigi a finire gli studi. Il rimorso per aver lasciato il monastero lo portò a Roma, in pellegrinaggio penitenziale: viaggiava con un giovane chierico, e lungo la strada i due recitavano tutti i giorni l'intero salterio. Tornando verso l'Inghilterra si fermarono in Borgogna, all'abbazia di Molesme, e lì Stefano conobbe Roberto di Molesme, che stava tentando di riportare i benedettini a una vita più austera. Da quell'incontro venne fuori Cîteaux. Nel 1098 Roberto, Alberico e Stefano lasciarono Molesme per fondare un monastero nuovo in una terra paludosa e scomoda. Stefano ne fu il terzo abate, e fu lui a dare all'ordine la cosa che lo fece durare: la Charta Caritatis, il documento che regolava i rapporti fra le abbazie cistercensi — autonome ma legate, visitate ogni anno, riunite in capitolo generale. È considerata uno dei testi istituzionali più intelligenti del Medioevo. Fu lui, nel 1113, ad accogliere a Cîteaux un giovane borgognone arrivato con trenta compagni: si chiamava Bernardo. Morì a Cîteaux il 28 marzo 1134. Chi si chiama Stefano oggi festeggia — anche se molti aspettano il ventisei dicembre.
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