30 giugno

Santi Primi martiri della santa Chiesa di Roma

La sua storia

Oggi si ricordano i primi cristiani uccisi a Roma, e non se ne conosce nemmeno un nome. Nel luglio del 64 un incendio bruciò Roma per nove giorni e distrusse gran parte della città. Corse voce che fosse stato Nerone. Per toglierselo di dosso, l'imperatore cercò dei colpevoli e li trovò in quella setta nuova e malvista che si chiamava dei cristiani. Quello che successe ce lo racconta Tacito, che non aveva nessuna simpatia per loro — e proprio per questo la sua testimonianza vale tanto. Scrive che furono arrestati in gran numero, condannati non tanto per l'incendio quanto per «odio del genere umano», e che alle uccisioni fu aggiunto lo scherno: coperti di pelli di animali e sbranati dai cani, crocifissi, o bruciati vivi la sera per fare da lampade nei giardini di Nerone. E aggiunge una cosa sorprendente: che alla fine, pur essendo colpevoli e meritevoli di pene esemplari, cominciò a nascere pietà per loro, perché si vedeva che non morivano per il bene pubblico ma per la crudeltà di uno solo. La memoria cade il giorno dopo quella di Pietro e Paolo, e il motivo è chiaro: sono le persone comuni di quella stessa persecuzione. Non hanno biografie, non hanno reliquie, non hanno chiese intitolate. La Chiesa li ricorda tutti insieme perché nessuno di loro si possa ricordare da solo.

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Santi Primi martiri della santa Chiesa di Roma — 30 giugno — Rimmofatt!