San Bonaventura
cardinale-vescovo di Albano e dottore della Chiesa
La sua storia
Giovanni di Fidanza nacque a Bagnoregio fra il 1217 e il 1221. Il nome Bonaventura lo prese entrando fra i francescani. Studiò e insegnò alla Sorbona, a Parigi, negli stessi anni e negli stessi luoghi di Tommaso d'Aquino, che gli fu amico: i due si presentarono insieme per il dottorato e insieme dovettero affrontare l'ostilità dei maestri secolari contro gli ordini mendicanti. A trentasei anni fu eletto ministro generale dei francescani, e ci restò diciassette anni. Gli toccò il compito più difficile: l'ordine si stava spaccando fra chi voleva la povertà assoluta di Francesco e chi voleva conventi, libri e studi. Bonaventura tenne insieme le due cose, e per questo lo chiamano quasi un secondo fondatore. Sotto di lui furono approvate le Costituzioni narbonesi, su cui si basarono tutte le successive. Gli chiesero anche di scrivere la vita di Francesco, e la sua Legenda Maior divenne quella ufficiale — tanto che il capitolo del 1266 ordinò di distruggere le precedenti, il che agli storici di oggi fa ancora male. È a quel testo che Giotto si ispirò per il ciclo di Assisi. Da filosofo partiva dall'idea che ogni conoscenza cominci dai sensi, ma che l'anima conosca Dio e sé stessa senza di essi. Lo chiamano Dottore Serafico. Morì a Lione il 15 luglio 1274, durante il concilio. Sisto IV lo proclamò santo nel 1482. Chi si chiama Bonaventura oggi festeggia.
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