'O pazzo. Nella Smorfia il ventidue non è una diagnosi: è una libertà. Il pazzo del vicolo, quello che tutti conoscono e nessuno teme, è la figura a cui è permesso dire quello che gli altri pensano e non dicono. In una città dove la vita si svolge in strada e ognuno sa tutto di tutti, chi esce dalle regole diventa una specie di voce libera — e la Smorfia gli ha dato un numero tondo, facile da ricordare. Nei racconti il ventidue arriva quando qualcosa esce dal seminato. Una reazione sproporzionata, una decisione presa di pancia, una voglia improvvisa di mandare all'aria una situazione che regge solo perché nessuno la tocca. Non è follia clinica: è la parte di te che non ne può più della recita e che, nel sogno, si prende la parola. Le immagini che portano al ventidue sono sorprendenti solo all'apparenza. Il pazzo, certo. Ma anche gli idoli, l'ispettore e il colerico: tutte presenze ingombranti, un po' fuori misura. È la logica della Smorfia, che accosta ciò che si somiglia nel gesto e non nel significato — chi esagera e chi comanda hanno in comune il non passare inosservati. Il ventidue è un numero che chiede una domanda scomoda: dove stai tenendo il coperchio. Qualche volta la risposta è «giustamente», perché non tutto va detto e non tutto va fatto. Altre volte è «da troppo tempo». Il tuo racconto non decide al posto tuo, e noi ancora meno: mette in scena la parte di te che ha alzato la voce, e lascia che sia tu a dirle se aveva ragione.
Smorfia
pazzo
'O pazzo: chi sta fuori dalla regola. Fa paura e dice verità che gli altri tacciono.
1 persona
una volta a testa.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Mente, parola e follia
La testa che ragiona, la bocca che dice, e la libertà di chi esce dal seminato.
Eccessi
Quando la misura salta: il bicchiere di troppo, la tentazione, la testa che se ne va.
Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.