'A funa 'n gann: la corda al collo. È un'espressione che a Napoli si usa tutti i giorni e quasi mai in senso letterale — «tengo 'a funa 'n gann» vuol dire avere l'acqua alla gola, essere stretti da una scadenza, da un debito, da una situazione che non lascia margine. Il trentanove è il numero di quella morsa. Nei racconti compare quando qualcosa stringe. Una rata, un impegno preso e diventato più grande del previsto, un lavoro da cui non riesci a uscire, una promessa che ti pesa addosso. È una sensazione fisica, ed è per questo che nei sogni prende la forma di qualcosa intorno al collo: il corpo dice la cosa prima che la mente trovi le parole. L'immagine che porta qui è il cappio, e la Smorfia non ci gira intorno. Vale la pena dire come la tradizione la tratta: non come un presagio, ma come uno sfogo. Dare un nome alla morsa è il primo modo di allentarla, ed è l'opposto di tenersela dentro. Se il trentanove è uscito dal tuo racconto, la Smorfia sta indicando una pressione. Non predice niente e non peggiora niente: quello che nomina esisteva già. E se quella stretta riguarda la tua vita più di quanto un almanacco di sogni possa dire, parlarne con qualcuno vale infinitamente più di qualsiasi numero — questo lo diciamo noi, non la Smorfia.
Natura
acqua
Ciò che scorre e prende la forma di quello che incontra: vita, e cambiamento senza rumore.
Smorfia
cappio
'A funa 'nganna: la corda al collo. L'angustia, il debito, ciò che stringe e non lascia respirare.
Fatica e dolore
La sopportazione quotidiana, quella che non fa notizia e pesa tutti i giorni.
Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.