11 gennaio

Sant'Igino

papa

La sua storia

Igino era ateniese e filosofo, e fu il nono vescovo di Roma, fra il 138 e il 142 circa. Il suo pontificato fu breve e non lasciò grandi imprese, ma lasciò delle regole — e le regole, a differenza delle imprese, durano. Secondo il Liber pontificalis, fu lui a mettere ordine nella gerarchia della Chiesa: distinse meglio i compiti fra presbiteri e diaconi, istituì la figura del suddiacono, organizzò gli Ordini minori. E la tradizione gli attribuisce una cosa che tocca ancora oggi milioni di famiglie: **l'istituzione del padrino e della madrina** nel battesimo. Se hai un compare o una comare — e in certe famiglie il compare è una figura seria, che dura tutta la vita — la catena comincia molto indietro, da un papa greco del secondo secolo. Erano anni difficili anche dentro casa. A Roma girava lo gnostico Valentino, e un altro, Cerdone, che confessò i suoi errori, fu riaccolto e poi ci ricadde. Mentre Igino governava, in città si stava costruendo il mausoleo di Adriano, quello che oggi chiamiamo Castel Sant'Angelo. Un'antica tradizione lo vuole morto durante la persecuzione di Antonino Pio, ma prove del martirio non ce ne sono. Fu sepolto vicino a San Pietro, e molto più tardi il suo corpo fu trasferito nel santuario del Gesù Vecchio, a Napoli, dove si trova ancora. Chi si chiama Igino festeggia oggi: è raro, ma proprio per questo chi ce l'ha se lo ricorda. Un papa di cui non sappiamo quasi niente, e un'usanza sua che continua in ogni battesimo.

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Sant'Igino — 11 gennaio — Rimmofatt!