12 gennaio

San Bernardo da Corleone

frate cappuccino

La sua storia

Prima di diventare fra Bernardo, si chiamava Filippo Latino, era di Corleone e girava per la città armato. Non è un modo di dire: faceva lo *sciurtiere*, cioè andava in giro con la spada per garantire l'ordine pubblico, ed era uno spadaccino bravo. Quintogenito di dieci figli, nato nel 1605, lavorava nella bottega del padre che faceva il calzolaio. La sua vita si spezza in due su un duello. Nel 1626 aveva ferito un tale alle dita; poco dopo un certo Vito Canino andò a Corleone apposta per sfidarlo. Filippo esitò prima di raccogliere la provocazione, poi accettò — e vinse. Vito Canino rimase ferito a un braccio e restò invalido per il resto della vita. Filippo si diede alla latitanza fino al 1629. Quel braccio non lo lasciò più. Quando la questione giudiziaria si chiuse e poté tornare in bottega, l'uomo che tornò non era lo stesso: cominciò una vita di penitenza, preghiera ed espiazione, prese a frequentare i cappuccini e chiese di entrare fra loro. Lo accettarono novizio nel 1631; il 13 dicembre di quell'anno, a Caltanissetta, ricevette l'abito e il nome nuovo. Dal 1652 visse nel convento di Palermo, e lì morì il 12 gennaio 1667. Fu proclamato beato nel 1768 e santo nel 2001. È una storia in cui l'onore, la sfida e il sangue si trasformano in quarant'anni passati a rimediare. Non è un pentimento da romanzo: è una vita intera riscritta a partire da un braccio rovinato. Chi si chiama Bernardo festeggia oggi. E chi ha fatto un danno che non si può riparare, forse oggi ha un santo a cui parlare che sa di cosa si tratta.

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.

San Bernardo da Corleone — 12 gennaio — Rimmofatt!