San Costanzo di Perugia
vescovo di Perugia
La sua storia
Costanzo fu il primo vescovo di Perugia, e morì intorno al 170 durante le persecuzioni di Marco Aurelio. È una figura antichissima, di quelle su cui la storia e la leggenda si sono impastate presto. Il racconto tradizionale è pieno di scene. Portato davanti al console Lucio, fu flagellato e poi immerso nell'acqua bollente, da cui la tradizione lo fa uscire illeso. Riportato in carcere, convertì le sue stesse guardie, che lo aiutarono a fuggire. Si rifugiò in casa di un cristiano di nome Anastasio, ma fu arrestato di nuovo e decapitato nei pressi di Foligno. Le varie versioni della sua *Passio* discordano su molte cose ma concordano su questa: il martirio avvenne ai tempi di Marco Aurelio. Il corpo fu riportato a Perugia e sepolto fuori Porta San Pietro, in un luogo detto Areola, dove sorse la prima cattedrale della città. La chiesa di San Costanzo che si vede oggi fu consacrata nel 1205 e restaurata alla fine dell'Ottocento. C'è però un'usanza che merita più delle torture. A Perugia, il giorno di San Costanzo, **le ragazze non sposate vanno nella sua chiesa per chiedere se si sposeranno entro l'anno**. È il genere di tradizione che sopravvive a tutto, papi e imperatori compresi, perché risponde a una domanda che la gente si fa davvero. Al santo furono attribuiti anche due miracoli di guarigione: una donna cieca che riacquistò la vista e un nobile perugino, Crescenzio, paralizzato da anni e rimesso in piedi. Chi si chiama Costanzo o Costanza festeggia oggi. È un nome che promette bene già nel suono. Di lui restano una chiesa, due guarigioni e una domanda che le ragazze gli fanno da secoli.
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