3 gennaio

Santissimo Nome di Gesù

La sua storia

Oggi non si festeggia una persona ma un nome, e la cosa è meno strana di quanto sembri. Il Santissimo Nome di Gesù è una devozione antichissima: si vede già nei cristogrammi dipinti nell'arte paleocristiana, quei monogrammi che i primi cristiani tracciavano al posto della parola per intero. Per capire perché un nome possa diventare una festa bisogna pensare a come funzionavano i nomi nella Bibbia. Lì il nome non è un'etichetta: è la persona. Quando un profeta parla nel nome di Dio, è Dio che parla per bocca sua. Il nome di Dio è l'arma di Davide davanti a Golia. Nel Nuovo Testamento questo peso passa al nome di Gesù: nel suo nome si compiono prodigi, si guariscono gli ammalati, si scacciano i demoni, e san Paolo scrive ai Filippesi che quel nome è «al di sopra di ogni altro nome». Il culto vero e proprio, però, è tardo: prende rilevanza liturgica soltanto nel Quattordicesimo secolo, e ha un padre preciso, san Bernardino da Siena, che si impegnò perché fosse diffuso e riconosciuto. Con lui lavorarono i beati Alberto da Sarteano e Bernardino da Feltre. Prima ancora, nel Medioevo, la devozione al nome aveva scaldato il cuore di Bernardo di Chiaravalle e di Francesco d'Assisi. Oggi la ricorrenza si celebra nel rito romano e anche nella Comunione anglicana. Oggi è il giorno di chi si chiama Gesù — raro in Italia, comunissimo in Spagna e in America Latina — e in qualche modo di tutti quelli che portano un nome che è anche una preghiera. C'è una cosa semplice in questa festa: un nome pronunciato con rispetto non è mai una parola qualsiasi.

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.

Santissimo Nome di Gesù — 3 gennaio — Rimmofatt!