4 gennaio

Sant'Angela da Foligno

vedova, terziaria francescana

La sua storia

Angela nacque a Foligno nel 1248 e la sua giovinezza, secondo le fonti che la raccontano, fu «selvaggia, adultera e sacrilega». Non lo diciamo noi per fare colore: è il giudizio che è arrivato fino a noi insieme alla sua storia, e dice già qualcosa sul tipo di persona che era. La conversione arrivò intorno al 1285, con una confessione al cappellano del vescovo. Poi la vita le tolse tutto in poco tempo: morirono il marito, i figli, la madre. Rimasta sola, nel 1291 entrò nel Terz'ordine francescano, e cominciò l'altra metà della sua storia. Meditava soprattutto la Passione, e arrivò a gesti che ancora oggi fanno impressione: bere l'acqua usata per lavare i piedi o le piaghe dei malati, soprattutto dei lebbrosi. Non era esibizione, era il modo in cui aveva capito Francesco. Intorno a lei si formò un piccolo cenacolo di figli spirituali — fra questi Ubertino da Casale — e un parente, che la tradizione chiama frate Arnaldo, cominciò a mettere per iscritto quello che lei gli confidava. Ne uscì il Liber, il Memoriale, approvato dal cardinale Giacomo Colonna prima del 1297. È per quelle pagine che oggi la chiamano Magistra Theologorum, maestra dei teologi. Morì il 4 gennaio 1309; è stata beatificata nel 1693 e canonizzata da papa Francesco nel 2013. Riposa a Foligno, nella chiesa di San Francesco. Un dettaglio commovente: non fu sepolta in una tomba sua, ma nella fossa comune delle terziarie francescane. Può essere stata umiltà, o può essere che da viva nessuno l'avesse ancora presa per santa. Le due cose, in fondo, si somigliano. Chi si chiama Angela festeggia oggi, insieme a tutte le Angeline e le Angeliche.

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Sant'Angela da Foligno — 4 gennaio — Rimmofatt!