10 novembre

San Leone Magno

papa e dottore della Chiesa

La sua storia

Leone nacque in Tuscia intorno al 390 e fu papa dal 440 al 461, in uno dei momenti peggiori della storia d'Europa: l'Impero d'Occidente si stava sgretolando e l'Oriente era in fiamme per le dispute sulla natura di Cristo. La sua opera teologica è il *Tomo a Flaviano*, la lettera con cui nel 449 spiegò la dottrina delle due nature di Cristo, umana e divina, unite in una sola persona. Fu letta al concilio di Calcedonia nel 451, e i vescovi riuniti risposero con una frase rimasta famosa: «Pietro ha parlato per bocca di Leone». Quella formula è ancora oggi la base della cristologia di quasi tutte le Chiese cristiane. Ma la scena per cui il suo nome è arrivato a tutti è un'altra. Nel 452 Attila, con gli Unni, aveva devastato l'Italia del nord e puntava su Roma. L'imperatore non fece nulla. Leone gli andò incontro di persona, sulle rive del Mincio, con due funzionari, e parlò con lui. Attila tornò indietro. Le ragioni vere furono probabilmente diverse — la peste nell'accampamento, i rifornimenti, le truppe orientali alle spalle — ma quell'incontro restò impresso per sempre, e Raffaello lo dipinse in Vaticano. Tre anni dopo tornò a trattare con i Vandali di Genserico: non riuscì a evitare il saccheggio, ma ottenne che non si incendiasse la città e non si uccidessero gli abitanti. Morì a Roma il 10 novembre del 461. È dottore della Chiesa. Chi si chiama Leone oggi festeggia.

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San Leone Magno — 10 novembre — Rimmofatt!