2 novembre

Tutti i fedeli defunti

La sua storia

Oggi non si festeggia nessuno: si ricordano tutti quelli che non ci sono più. La commemorazione dei defunti nacque come istituzione precisa: la stabilì nel 998 sant'Odilone, abate di Cluny, che ordinò a tutti i monasteri dipendenti da lui di pregare per i morti il giorno dopo Ognissanti. Da Cluny, che allora era la rete monastica più estesa d'Europa, la consuetudine si diffuse ovunque. Le Chiese la intendono in modi diversi: i cattolici pregano per le anime del purgatorio, i luterani e gli anglicani commemorano i credenti morti come «fedeli defunti». Ma il gesto è lo stesso dappertutto. In Italia questo giorno è una delle cose più sentite che ci siano, e ognuno lo fa a modo suo. In Sicilia i morti portano i dolci ai bambini, che la mattina del 2 li trovano nascosti in casa. A Napoli c'è il rapporto lunghissimo con le anime del purgatorio, le *capuzzelle* del cimitero delle Fontanelle, i teschi adottati e curati da chi li adotta — una devozione popolare che la Chiesa ha guardato con sospetto e che non si è mai spenta del tutto. La Smorfia napoletana mette le anime del purgatorio all'ottantacinque. E c'è una cosa che si dice oggi più che mai: finché qualcuno ti nomina, non te ne sei andato del tutto.

Nella Smorfia

85

Il numero 85 è quello che la Smorfia mette accanto a questa figura. Non è il numero di oggi.

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Tutti i fedeli defunti — 2 novembre — Rimmofatt!