Cattedra di San Pietro Apostolo
La sua storia
Oggi non si festeggia una persona ma un mobile — e aspetta prima di ridere, perché è uno dei mobili più curiosi della cristianità. La Cattedra di San Pietro è un trono di legno conservato nella basilica vaticana. La leggenda medievale lo identificò con il seggio da vescovo appartenuto a Pietro, primo vescovo di Roma. In realtà gli studi hanno chiarito che si tratta di un manufatto del nono secolo: probabilmente un trono imperiale portatile, di fattura bizantina, che nell'875 il re dei Franchi Carlo il Calvo donò a papa Giovanni VIII quando scese a Roma per farsi incoronare imperatore. E qui arriva il dettaglio che vale il viaggio. La parte anteriore del trono è decorata con diciotto placche d'avorio che raffigurano **le fatiche di Ercole e le costellazioni dello Zodiaco**. Un trono pagano fino al midollo, finito a rappresentare la cattedra dell'apostolo: nessuno lo ha nascosto, è lì e si può guardare. Col tempo la memoria del fatto storico si perse e l'oggetto fu venerato come reliquia. Nel Seicento Gian Lorenzo Bernini gli costruì intorno quella macchina di bronzo dorato che tutti conoscono, nell'abside di San Pietro, con quattro dottori della Chiesa a reggerla e, sullo schienale, la scena di Cristo che dice a Pietro: «Pasci i miei agnelli». La parola cattedra viene dal latino e indica il seggio del vescovo: è la stessa che usiamo per la cattedra di scuola. Non c'è un onomastico oggi, ma c'è una lezione sul tempo: le cose diventano quello che la gente crede che siano, e a volte per accorgersene passano mille anni.
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