29 febbraio

Sant'Ilario

papa e confessore

La sua storia

C'è qualcosa di adatto nel fatto che papa Ilario sia morto il ventinove febbraio, un giorno che esiste una volta ogni quattro anni. Era nato in Sardegna e fu il quarantaseiesimo vescovo di Roma, dal 461 al 468. Prima di diventare papa gli era già successa la cosa più drammatica della sua vita. Nel 449 papa Leone I lo mandò come suo legato al secondo concilio di Efeso, quello che la storia chiama *latrocinium*, il concilio-brigantaggio. Là Ilario si battè per i diritti della sede romana e si oppose alla condanna del vescovo di Costantinopoli. Se la prese Dioscoro di Alessandria, che lo aggredì: si salvò a malapena. Ci resta una sua lettera all'imperatrice Pulcheria in cui si scusa per non averle consegnato la lettera del papa — Dioscoro cercava di impedirgli di raggiungere Roma o Costantinopoli, e lui aveva dovuto organizzare una fuga per portare al pontefice la notizia di com'era andata. Da papa continuò la linea ferma del suo predecessore. Si occupò soprattutto delle Chiese di Gallia e di Spagna, dove la disorganizzazione politica rischiava di sfasciare tutto: c'era per esempio un ex arcidiacono di Narbonne, Hermes, che si era preso quella diocesi illegalmente. Due vescovi gallici vennero a Roma a portare la questione, e nel novembre del 462 Ilario convocò un sinodo per giudicarla. Chi si chiama Ilario festeggia il tredici gennaio, che è l'altro Ilario, quello di Poitiers; ma oggi è il giorno di questo. Un uomo che una volta ha rischiato la pelle per consegnare una notizia, e che poi ha passato sette anni a rimettere ordine nelle carte. Sono due modi diversi dello stesso mestiere.

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Sant'Ilario — 29 febbraio — Rimmofatt!