7 marzo

Sante Perpetua e Felicita

martiri

La sua storia

Perpetua e Felicita morirono nell'anfiteatro di Cartagine il 7 marzo del 203, sotto Settimio Severo, insieme a Saturo, Revocato, Saturnino e Secondolo. La loro storia è arrivata fino a noi in un documento che vale da solo tutta la giornata: gli Atti di Perpetua e Felicita. I capitoli dal terzo al decimo contengono il racconto in prima persona di Perpetua, con le sue visioni; i successivi quelli di Saturo; la parte finale è di un testimone oculare che scrisse poco dopo la loro morte. È uno dei pochissimi testi dell'antichità cristiana in cui una donna racconta sé stessa mentre le sta succedendo. Il testo fu riscoperto da Luca Olstenio e pubblicato da Pierre Poussines. Nel 1890 Rendel Harris ne trovò una versione greca; gli studiosi hanno discusso a lungo su quale sia l'originale, e oggi l'ipotesi più accreditata è che il latino venga per primo e il greco sia una traduzione. Che l'autore finale fosse Tertulliano si è detto spesso, ma non è dimostrato. C'è anche chi ha messo in dubbio che siano esistite — Emilio Bossi, per esempio — notando che i due nomi insieme formano l'augurio latino perpetua felicitas. La maggioranza degli studiosi non è di questo parere, e gli Atti restano uno dei documenti più solidi che abbiamo su un martirio antico. Chi si chiama Felicita oggi festeggia.

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.

Sante Perpetua e Felicita — 7 marzo — Rimmofatt!