15 maggio

Sant'Isidoro l'agricoltore

agricoltore

La sua storia

Isidoro nacque a Madrid intorno al 1080 e cominciò da ragazzino a lavorare la terra. Quando gli Almoravidi conquistarono Madrid si spostò a Torrelaguna, dove sposò Maria Toribia — che è beata anche lei, con il nome di María de la Cabeza. Poi tornò a Madrid, a lavorare i campi di un possidente del posto. Fece questo tutta la vita: il bracciante. È uno dei pochissimi santi che non fu né religioso, né nobile, né martire: solo un uomo che arava la terra di un altro e andava a messa prima dell'alba. Ed è proprio da lì che vengono i racconti su di lui. I compagni di lavoro lo accusarono col padrone di arrivare tardi nei campi perché si fermava in chiesa; il padrone andò a controllare e — dice la tradizione — vide due angeli che aravano al posto suo. L'altro miracolo famoso è quello del pozzo: un bambino ci era caduto dentro, e alla preghiera di Isidoro l'acqua salì fino a portarlo a galla. Morì a Madrid il 15 maggio 1130. Quarant'anni dopo il suo corpo fu traslato in città, e oggi riposa nella collegiata che porta il suo nome. Gregorio XV lo proclamò santo nel 1622, nella stessa cerimonia in cui canonizzò Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Teresa d'Ávila e Filippo Neri — quattro giganti e un contadino. È patrono di Madrid e degli agricoltori. Chi si chiama Isidoro oggi festeggia.

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Sant'Isidoro l'agricoltore — 15 maggio — Rimmofatt!