12 giugno

Sant'Onofrio

anacoreta

La sua storia

Onofrio visse nel deserto egiziano nel quarto secolo, e la sua storia ci è arrivata attraverso il racconto di un altro monaco, Pafnuzio, che diceva di averlo incontrato. Pafnuzio girava il deserto in cerca degli eremiti più isolati. Dopo giorni di cammino vide una figura da lontano e si spaventò: sembrava una bestia più che un uomo, coperta di peli bianchi lunghissimi, con solo delle foglie intorno ai fianchi. Era Onofrio, e viveva lì da sessant'anni. Gli raccontò di essere stato monaco in un monastero della Tebaide, e di essersene andato per stare solo. Gli disse che in tutto quel tempo non aveva visto nessuno, e che un angelo gli portava il pane. Poi lo pregò di restare con lui quella notte. La mattina dopo Onofrio morì, e Pafnuzio lo seppellì avvolgendolo nel proprio mantello; mentre lo faceva, la grotta e la palma che le dava ombra crollarono, come a dire che lì non c'era più niente da custodire. È uno dei racconti più belli della letteratura del deserto, e nessuno sa quanto ci sia di storico e quanto di parabola. Il culto si diffuse enormemente, in Oriente e in Occidente, e in Italia il nome Onofrio è restato soprattutto nel Sud. A Roma porta il suo nome la chiesa sul Gianicolo dove morì Torquato Tasso. Chi si chiama Onofrio oggi festeggia.

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Sant'Onofrio — 12 giugno — Rimmofatt!