Santi Quirico e Giulitta
martiri
La sua storia
Quirico era un bambino e Giulitta era sua madre. Morirono probabilmente nel 304, ed è una delle storie più antiche e più raccontate della Chiesa. Degli atti del loro martirio si conoscono circa quaranta versioni diverse, e la maggior parte contiene episodi fantasiosi: già a metà del quarto secolo qualcuno se ne lamentava. La prima indagine seria la fece il vescovo Teodoro di Ionico, sollecitato dal vescovo Zosimo: ripulì il racconto dagli elementi aggiunti basandosi su testimonianze dirette e documenti, e quello che ne uscì è la versione che ancora oggi gli studiosi considerano la più attendibile. Ci è arrivata attraverso la sua Lettera a Zosimo. Secondo quel testo Giulitta era una vedova di famiglia benestante di Iconio, in Asia Minore. Quando cominciò la persecuzione scappò con il figlio, che aveva tre anni, e due serve. Fu riconosciuta a Tarso e portata davanti al governatore Alessandro. Il resto è una scena che si legge male ancora oggi. Il bambino, tenuto in braccio dal governatore che cercava di calmarlo, si divincolò ripetendo le parole che aveva sentito da sua madre. Il governatore, irritato, lo scagliò a terra. Giulitta fu uccisa poco dopo. In Occidente si ricordano il 16 giugno, in Oriente il 15 luglio. In Italia il nome Quirico sopravvive soprattutto in Toscana, dove San Quirico d'Orcia porta il suo. Chi si chiama Quirico o Giulitta oggi festeggia.
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