Beata Vergine Maria Consolatrice
La sua storia
Oggi a Torino è la festa della Consolata, ed è la festa della città più che una ricorrenza del calendario. Il santuario di Santa Maria della Consolazione — che tutti chiamano la Consolà — è uno dei luoghi di culto più antichi di Torino: sotto la chiesa attuale ci sono i resti di una chiesa romanica e prima ancora di un edificio paleocristiano, e il campanile è dell'anno Mille. La chiesa che si vede oggi è un capolavoro del barocco piemontese, e ci hanno messo mano Guarino Guarini, Filippo Juvarra e Carlo Ceppi. Sul pronao c'è scritto AUGUSTAE TAURINORUM CONSOLATRIX ET PATRONA, consolatrice e protettrice della città di Torino. Il nome vero sarebbe dunque Consolatrice; i torinesi hanno sempre detto Consolata, come se fosse lei a essere consolata e non a consolare — ed è un lapsus che a Torino nessuno ha mai voluto correggere. È il luogo dove andavano a pregare i santi sociali torinesi dell'Ottocento: don Bosco, Giuseppe Cafasso, Giuseppe Cottolengo, Leonardo Murialdo. Quella generazione di preti che si occupò dei ragazzi di strada, dei malati e dei carcerati in una città che stava diventando industriale, passava di qui. La Smorfia mette la Madonna al numero otto. Chi si chiama Consolata oggi festeggia.
Nella Smorfia
Il numero 8 è quello che la Smorfia mette accanto a questa figura. Non è il numero di oggi.
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