19 giugno

San Romualdo

eremita, fondatore dei monaci camaldolesi

La sua storia

Romualdo nacque a Ravenna fra il 951 e il 953, figlio del duca Sergio degli Onesti e di Traversara Traversari. La sua conversione ha un'origine pesante: nel 972 andò nella basilica di Sant'Apollinare in Classe a chiedere perdono per un omicidio commesso da suo padre, che aveva ucciso un cugino in una lite per delle terre. Secondo il racconto ebbe davanti all'altare una visione del santo. Entrò in quel monastero e ci restò tre anni, poi se ne andò: gli sembrava che i monaci vivessero troppo comodi. Passò il resto della vita a camminare per l'Italia fondando eremi e riformando monasteri, e a litigare con chi non voleva essere riformato. Pier Damiani, che scrisse la sua biografia quindici anni dopo la morte, ne racconta il carattere senza addolcirlo: era ruvido, testardo, spesso insopportabile. Intorno all'anno 1000 esplorò le zone disabitate dell'Appennino fra Umbria, Marche e Toscana. In Casentino, sopra Arezzo, in un bosco di abeti che un certo Maldolo gli aveva ceduto, fondò l'eremo che da quel nome si chiamò Camaldoli. Lì mise insieme due cose che di solito stanno separate: le celle degli eremiti, ognuno per conto suo, e il monastero più a valle, con la vita in comune. Sono ancora tutti e due lì, e funzionano ancora così. Morì a Fabriano il 19 giugno 1027. Chi si chiama Romualdo oggi festeggia.

Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.

San Romualdo — 19 giugno — Rimmofatt!