Santa Monica
vedova
La sua storia
Monica nacque a Tagaste, in Numidia, nel 331, da famiglia berbera cristiana e benestante. Le fu concesso di studiare, e ne approfittò. Sposò Patrizio, un piccolo proprietario terriero pagano, uomo di carattere difficile. Ebbe tre figli: Agostino, Navigio e una figlia di cui non conosciamo il nome. Li crebbe cristiani, e per il primo passò trent'anni a soffrire. Agostino se ne andò per la sua strada — una compagna, un figlio fuori dal matrimonio, i manichei, la retorica, Cartagine — e lei lo seguì ovunque, in un modo che lui stesso nelle Confessioni racconta come ingombrante. La scena più dura è al porto di Cartagine: Agostino vuole andare a Roma senza di lei, le dice che va a salutare un amico che parte, e si imbarca di notte. Lei passa la notte in lacrime sulla tomba di san Cipriano. Lo raggiunse a Milano. Lì trovò Ambrogio, e ci fu la conversione che aspettava da una vita, nell'estate del 386. Poi ripartirono insieme per l'Africa, e a Ostia, in attesa della nave, ci fu quella conversazione alla finestra sul giardino che Agostino ha messo nelle Confessioni e che è una delle pagine più alte della letteratura latina. Pochi giorni dopo Monica si ammalò e morì. Aveva cinquantasei anni. Chi si chiama Monica oggi festeggia.
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