San Girolamo
sacerdote e dottore della Chiesa
La sua storia
Girolamo nacque a Stridone, al confine fra Pannonia e Dalmazia, intorno al 345. Fu mandato giovanissimo a Roma, dove — lo racconta lui — cominciò male, in un ambiente frivolo; poi studiò da Elio Donato, il più grande grammatico del tempo, e fu battezzato a diciannove anni. Era innamorato dei classici latini, e quell'amore lo tormentò. Racconta di aver sognato di essere trascinato davanti a un tribunale, e alla domanda su chi fosse, di aver risposto «cristiano», e di essersi sentito rispondere: no, sei ciceroniano. Passò anni nel deserto di Calcide, imparò l'ebraico da un ebreo convertito, e fu segretario di papa Damaso, che gli affidò il lavoro della sua vita: rivedere la traduzione latina della Bibbia. Girolamo andò oltre, e ritradusse quasi tutto l'Antico Testamento direttamente dall'ebraico invece che dal greco — una decisione contestatissima, che gli costò accuse di giudaizzare, e che è la ragione per cui la sua Vulgata è rimasta il testo della Chiesa latina per milleseicento anni. Si stabilì a Betlemme, in una grotta accanto a quella della Natività, e lì lavorò trentaquattro anni. Fu un uomo di carattere terribile: le sue polemiche sono feroci, e se ne pentiva. Ma è sua la frase che dice tutto il suo mestiere: l'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. Morì a Betlemme il 30 settembre del 420. Chi si chiama Girolamo oggi festeggia.
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