San Girolamo Emiliani
fondatore dei Chierici regolari di Somasca
La sua storia
Girolamo Emiliani, che a Venezia chiamavano Miani, nacque nel 1486 e morì a Somasca nel 1537. È il patrono della gioventù abbandonata, e per capire perché bisogna guardare cosa fece, non cosa disse. A Venezia fondò l'Ospedale del Bersaglio — quello che oggi si chiama Santa Maria dei Derelitti — e per un anno diresse l'Ospedale degli Incurabili. Poi mise in piedi opere per orfani a Bergamo, a Somasca, a Como, a Pavia, a Brescia, e a Milano quell'orfanotrofio che i milanesi conoscono ancora come i Martinitt. Ma la cosa davvero nuova è un'altra, ed è quasi un'invenzione sociale. Girolamo creò la prima **scuola-bottega**: gli orfani che raccoglieva non imparavano solo a leggere e pregare, imparavano un mestiere, lavorando sotto un maestro ingaggiato apposta. Bisogna capire quanto fosse rivoluzionario: a quel tempo l'apprendistato era riservato ai membri delle corporazioni, era un privilegio chiuso. Lui lo aprì ai ragazzi che non avevano nessuno. Dare un mestiere a un orfano voleva dire dargli l'unica cosa che nessuno gli avrebbe potuto togliere. Fondò i Chierici Regolari di Somasca, fu proclamato santo nel 1767, e una sua statua sta in San Pietro fra quelle dei grandi fondatori. Fra gli allievi passati dalle scuole somasche ci sono Alessandro Manzoni, san Luigi Guanella e san Giovanni Battista Scalabrini. Chi si chiama Girolamo festeggia anche il trenta settembre, ma oggi è il giorno di questo qui. Cinquecento anni fa qualcuno ha capito che a un ragazzo solo non serve la carità: serve un mestiere.
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