Santa Chiara
vergine, fondatrice del second'ordine francescano
La sua storia
Chiara nacque ad Assisi il 16 luglio 1194, da famiglia nobile. La notte della domenica delle Palme del 1211 uscì di casa dalla porta secondaria, quella dei morti, e andò alla Porziuncola dove Francesco e i suoi frati l'aspettavano. Le tagliarono i capelli. Aveva diciotto anni. Il padre e gli zii andarono a riprenderla con le armi; lei si aggrappò all'altare e mostrò la testa rasata, e dovettero rinunciare. Poco dopo la raggiunse la sorella Agnese, e più tardi l'altra sorella e perfino la madre. Si stabilì a San Damiano e ci restò quarantadue anni senza uscirne. Da lì fece la battaglia della sua vita, che non fu contro la famiglia ma contro la Chiesa: voleva per le sue monache la povertà assoluta, senza proprietà né rendite, come per i frati. I papi, uno dopo l'altro, cercarono di imporle una regola più mite — una comunità di donne senza entrate sembrava a tutti una follia. Lei resistette per quarant'anni, e la sua Regola fu approvata due giorni prima che morisse. È la prima regola religiosa scritta da una donna. Morì l'11 agosto 1253 e fu proclamata santa due anni dopo. Nel 1958 Pio XII la dichiarò patrona della televisione, per un episodio raccontato nel processo di canonizzazione: malata a letto la notte di Natale, avrebbe visto e sentito la messa che si celebrava nella basilica, dall'altra parte della città. Chi si chiama Chiara oggi festeggia.
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