San Samuele
profeta
La sua storia
Samuele fu profeta e giudice in Israele nell'undicesimo secolo avanti Cristo, e la sua storia comincia da sua madre. Anna era sterile, e per questo derisa dall'altra moglie di suo marito. Andò al santuario di Silo a pregare, muovendo le labbra senza emettere suono, tanto che il sacerdote Eli la prese per ubriaca. Ebbe un figlio e lo consacrò: appena svezzato lo portò a Silo e ce lo lasciò. Fu lì che ricevette la chiamata, in una delle scene più belle della Bibbia. Il bambino dorme nel tempio e sente chiamare il proprio nome; corre da Eli, che gli dice di essersi sbagliato. Succede tre volte. Alla terza è il vecchio sacerdote a capire, e gli insegna cosa rispondere: «Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta». Da adulto guidò Israele negli anni in cui il paese passò dai giudici alla monarchia — e quel passaggio lo fece controvoglia. Quando il popolo gli chiese un re «come le altre nazioni», Samuele li avvertì di cosa sarebbe successo: vi prenderà i figli per le sue guerre, le figlie per le sue cucine, i campi migliori, e un giorno griderete a causa del re che vi siete scelti. Poi obbedì, e unse Saul. Quando Saul fallì, unse un ragazzo di Betlemme che faceva il pastore: Davide. Il suo nome significa «il suo nome è Dio», ma in aramaico suona come «il Signore ha ascoltato». Chi si chiama Samuele oggi festeggia.
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