13 aprile

San Martino I

papa e martire

La sua storia

Martino I nacque a Todi e fu papa dal luglio del 649. Fu eletto un paio di mesi dopo la morte del predecessore, senza aspettare il benestare imperiale — e questo bastava a rendere l'elezione illegale. Il clero e il popolo di Roma lo fecero apposta: l'insofferenza verso Costantinopoli era arrivata al punto di rottura. La questione era il monotelismo, cioè se in Cristo ci fosse una sola volontà o due. Sembra un dettaglio da teologi e non lo era: l'imperatore Costante II aveva imposto con un editto il silenzio su tutta la faccenda, e obbedire avrebbe significato ammettere che su queste cose decide l'imperatore. Uno dei primissimi atti di Martino fu convocare un sinodo — il primo concilio Lateranense, e anche il primo mai indetto senza autorizzazione imperiale — che condannò l'eresia e, di fatto, l'editto. La risposta arrivò. Nel 653 l'esarca Teodoro Calliopa lo fece arrestare a Roma, malato, e lo portò a Costantinopoli. Fu processato per tradimento, esposto al pubblico ludibrio, condannato a morte, poi graziato su intercessione del patriarca morente. Lo esiliarono a Cherson, in Crimea, dove mancava tutto, perfino il pane. Lì morì il 16 settembre del 655, scrivendo lettere in cui diceva di essere stato dimenticato anche dalla sua Chiesa. È l'ultimo papa venerato come martire. Lo festeggiano sia i cattolici sia gli ortodossi. Chi si chiama Martino oggi festeggia — anche se molti aspettano l'undici novembre.

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San Martino I — 13 aprile — Rimmofatt!