Natale. Il venticinque è l'unico numero della Smorfia che porta una data: il giorno, non una figura. A Napoli il Natale non è una festa fra le altre — è il mese in cui la città cambia faccia, le strade dei presepi si riempiono e ogni famiglia ripete gli stessi gesti che ripeteva il nonno. La Smorfia l'ha messo al venticinque per la ragione più semplice del mondo, e in quella semplicità c'è tutto. Nei racconti il venticinque compare quando c'è un ritorno. Le persone che si rivedono una volta l'anno, una tradizione che si ripete uguale, la sensazione di tornare a casa anche quando la casa è cambiata. È il numero del rinnovamento: qualcosa che ricomincia sempre allo stesso punto del cerchio. Le immagini che portano qui sono domestiche e piene. Il Natale. La figlia, che torna a casa anche quando vive lontano. E il braciere, che è il fuoco di casa, quello intorno a cui ci si siede e ci si scalda — la cosa più semplice e la più antica che una famiglia faccia insieme. C'è anche l'ombra, e sarebbe finto non dirla: le feste sono anche il momento in cui si sente di più chi manca. Se il venticinque è uscito dal tuo racconto, dentro c'era una famiglia — quella che hai, quella che avevi, o quella che ti saresti immaginato. La Smorfia mette il numero e lascia a te riconoscere quale delle tre.
Smorfia
carne
'A carne: il corpo e il suo appetito. La parte concreta della vita, senza infingimenti.
natale
'O Natale: la festa che raduna. Nascita, casa piena, e il dovere affettuoso di esserci.
Figure Familiari
figlia
La continuità che accudisce: legame stretto, e la casa che si allarga.
1 persona
per un totale di 40 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
Origini e nascita
I numeri di ciò che comincia: la terra, la famiglia, chi arriva.
Rimmofatt! è intrattenimento simbolico. Non prevede vincite, non aumenta le probabilità di vincita e non raccoglie giocate. Non è un servizio di gioco.