'O piezzo 'e carne. Il quarantanove è la carne, e la Smorfia la nomina con il realismo di chi la comprava a peso: non un simbolo astratto, un pezzo vero sul banco del macellaio. È il numero del corpo e della materia — quello che si tocca, che si consuma, che ha bisogno di essere nutrito e che prima o poi si stanca. Nei racconti il quarantanove arriva quando il corpo è protagonista. Un desiderio fisico, una fame, una stanchezza che non è dell'umore ma dei muscoli. E arriva anche quando qualcosa viene trattato come materia: una persona ridotta a quello che serve, un lavoro che ti chiede solo braccia. La Smorfia non giudica, ma l'immagine è schietta e va letta com'è. Fra le immagini che portano qui ce ne sono tre che tirano in direzioni diverse. La carne cruda. La serenata, che è la passione quando si fa sentire. E il vicinato, che non è parentela ma quasi — la gente accanto, con cui si sta in confidenza. Materia, calore e legame: il corpo non è mai una cosa sola. Se il quarantanove è comparso nel tuo racconto, dentro c'era qualcosa di fisico. Non ti diciamo cosa farne: qui si mette un numero accanto a un'immagine, e il resto è vita tua.
1 persona
per un totale di 25 racconti.
Contiamo solo chi ha acconsentito alle statistiche aggregate.
La tavola
Il cibo come ricchezza, come affetto e come misura di quello che si ha.
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