1 maggio

San Giuseppe

lavoratore

La sua storia

Il primo maggio si festeggia Giuseppe, ma non come il 19 marzo. Quella è la festa dello sposo di Maria; questa è la festa dell'uomo che lavorava. La ricorrenza è recente e nacque per una ragione precisa. Il 1º maggio è la Festa dei lavoratori in mezzo mondo, e nel 1955 Pio XII istituì per quello stesso giorno la memoria di San Giuseppe artigiano. Non fu un modo per coprire l'altra festa: fu il riconoscimento che il lavoro manuale ha una dignità propria, e che la famiglia in cui il cristianesimo fa nascere Dio è una famiglia di gente che si guadagnava da vivere con le mani. Il mestiere di Giuseppe, nel Vangelo di Matteo, si dice con una parola sola: téktōn. La traduzione abituale è falegname, ma il termine greco è più largo — indicava chi lavorava con materiali pesanti, chi costruiva. In un paese come Nazaret significava fare un po' di tutto: travi, attrezzi, aratri, porte. È da lì che viene la frase che i vicini dicono quando Gesù si mette a insegnare, e che è uno dei passaggi più concreti dei Vangeli: non è costui il figlio del carpentiere? Giuseppe è patrono dei lavoratori. E oggi, in tante parrocchie, è il giorno in cui si benedice chi lavora — e si ricorda chi il lavoro non ce l'ha. Chi si chiama Giuseppe o Giuseppina oggi festeggia, anche se la sua festa grande resta il diciannove marzo.

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San Giuseppe — 1 maggio — Rimmofatt!